Ieri sera a Viterbo la tradizione è stata rotta. Il Trasporto della Macchina di Santa Rosa, che tradizionalmente attraversa la città a luci spente, stavolta è stato effettuato con l’illuminazione. E per un motivo ben preciso: nel pomeriggio intorno alle 18 la Digos ha arrestato due uomini di origine turca. Che avevano con loro una mitragliatrice e altre armi. E un piano dettagliato con armi pronte a sparare. La decisione delle luci accese, data senza spiegazioni sull’attentato sventato, ha scatenato le proteste dei viterbesi. Ad assistere all’evento c’erano anche il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, quello della Cultura Alessandro Giuli, la vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna, Arianna Meloni e il deputato Mauro Rotelli. Tutti sono stati portati in sicurezza prima del blitz. Verifiche su ipotesi di un presunto attentato terroristico sono in corso ma non ci sono ancora riscontri. Intanto spunta anche la pista del traffico d’armi.
Secondo i calcoli della polizia, scrive oggi Il Messaggero, c’erano 40 mila persone nel centro storico di Viterbo. Intanto due cittadini turchi si trovavano in un bed and breakfast della centralissima via di Santa Rosa. Probabilmente sono legati alla rete criminale del boss turco Baris Boyun. La strada si trova nella salita che arriva al punto finale del Trasporto, che è anche patrimonio Unesco. I turchi avevano probabilemnte pianificato di sparare sulla folla. Durante la perquisizione sono state sequestrate una mitragliatrice e due pistole, cariche e pronte all’uso. Il commando era composto da tre persone. Uno è riuscito a scappare. I due arrestati non hanno voluto rispondere alle domande del pubblico ministero.



