CALCATA

Set 25 2016

CALCATA

L’antico villaggio di origine medievale sorge nel cuore della valle del treja, arroccato su uno sperone di pietra vulcanica. Calcata compare nelle carte ufficiali a partire dal 700 d.C., quando venne inclusa nel novero delle fattorie che appartengono alla “domusculta” di Capracorum, cioè ad uno dei centri di produzione agricola creati da Adriano I per rifornire Roma di cibo. la Seconda citazione dell’antico Borgo appare in una donazione del castello all’Abate di San Gregorio di Roma, datata 8 marzo 974. A partire da quel momento, a Calcata si contesero il potere una lunga serie di padroni e protettori fino alla cessione del feudo ai Sinibaldi nel 1180. Successivamente subentrò la famiglia degli Anguillara. A causa del disfacimento del castello gli abitanti si trasferirono nella vicina abbazia fortificata di Santa Maria fin quando in pieno rinascimento, nel 1432, il castello ritornò ai Sinibaldi, e poi di nuovo agli Anguillara, e così via fino al XIX secolo quando passa ai Massimo. Nel borgo alcune case di tufo risalgono al 1200, le strade sono lastricate sin dal 1700 con grossi ciottoli di fiume, la piazza con la chiesa è di impianto rinascimentale ed il palazzo baronale, rimaneggiato tra il XVIII e il XIX secolo, è stato restaurato ed è ora proprietà del Parco. Nel paese vecchio vivono stabilmente circa 70 persone, in gran parte provenienti da Roma o da altri centri urbani – ma anche stranieri,  americani, belgi ed olandesi – ed il resto delle abitazioni viene usato come seconda casa o affittato per fine settimana e brevi periodi ai turisti.

Etimologia: Il nome deriva dal verbo calcare in riferimento ad una strada “calcata, percorsa”.

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