“Il nuovo dpcm rappresenta un altro duro colpo per bar e ristoranti”

Ott 16 2020

“Il nuovo dpcm rappresenta un altro duro colpo per bar e ristoranti”

Riceviamo e pubblichiamo – “Il nuovo dpcm rappresenta un altro duro colpo per bar e ristoranti che nonostante già siano stati costretti a ridimensionare la capienza, nonostante abbiano dovuto sostenere investimenti importanti per adeguarsi alle nuove disposizioni dettate dal Governo, si vedono ora costrette a nuovi sacrifici”.

Così Antonio Posati vicepresidente Confcommercio Lazio nord.

Ristoranti che contavano sul doppio turno, visto il diminuire del numero dei tavoli, ora sono costretti a rinunciare a un numero considerevole di clienti, per non parlare dei bar forzati – di fatto – alla chiusura delle 21 se non dispongono di posti a sedere.

Per banqueting e catering poi siamo di fronte ad un nuovo silenzioso lockdown – con stime di perdite fino all’85% – poiché il divieto di feste e la limitazione ad un numero massimo di 30 persone per le cerimonie impedisce, diciamolo, di svolgere la propria attività, seppure disponendo di locali ampi e garantendo il distanziamento tra i tavoli e tra le persone. Conseguente a queste decisioni le gravi perdite dell’indotto alle cerimonie: abbigliamento, fioristi, professionisti che vedranno un brusco freno a vendite già fortemente sofferenti.

Ancora più grave l’assenza di riferimenti agli aiuti che siano significativi e concreti in considerazione del fatto che gli imprenditori stanno ancora pagando i debiti emersi dal primo lockdown di marzo e ammortizzando gli investimenti per la messa in sicurezza del proprio locale.

Duole sottolineare che il governo non abbia convocato, per un confronto, le associazioni di categoria con le quali cercare un percorso comune.

“I negozi, i pubblici esercizi sono luoghi sicuri – conclude Posati –  tutelare la salute significa soprattutto creare coscienza: le imprese da sempre fanno il proprio dovere ma oggi più che mai è l’intera popolazione chiamata a fare la propria parte con ragionevolezza e con la consapevolezza che comportamenti superficiali stanno mettendo in ginocchio il traino di questo nostro Paese e con esso la speranza di un futuro dignitoso per imprese e lavoratori”