Simone Tribuzi - il Mama’s un nome, che dice molto di più e racchiude un mondo in cinque piccolissime lettere.

Mar 07 2018

Simone Tribuzi – il Mama’s un nome, che dice molto di più e racchiude un mondo in cinque piccolissime lettere.

Da piccolo, quando non arrivava ancora al bancone, Simone guardava. Guardava la mamma, lì dietro, che accoglieva i clienti col sorriso, schiumava il latte, pressava la polvere di caffè dentro un braccetto d’acciaio. Guardava papà, in un angolo a fare colazione con la luce bianca del mattino che tagliava la stanza e scopriva il ballo nascosto del pulviscolo dell’aria. Erano gli anni ’80, quelli dei Goonies e di Indiana Jones, dei muri che cadono e della generazione X che sognava di accompagnare il mondo in un futuro migliore con il significato della parole internet ancora fuori dal vocabolario. Non aveva ancora i tatuaggi lungo le braccia, né le gambe forti eppure il bar era già il suo microcosmo. Un piccolo, perfetto organismo fatto di persone e saluti, di facce note e sconosciute. Di soddisfazioni e sacrifici. Tutto perfetto. Fino a quando il destino si è messo di mezzo. Col suo modo saccente da primo della classe aveva deciso che presto, troppo presto, avrebbe dovuto legarsi un carico di responsabilità, dolore e paure sulle spalle e camminare. Un obbligo per nessuno. Una necessità per chi lo sente. Un modo per continuare e tenere unito un filo spezzato. Così, quando la luce dietro il bancone si è affievolita, Simone non ha lasciato che si spegnesse. Era il 2004. Due anni dopo sarebbe nato il Mama’s un nome, che dice molto di più e racchiude un mondo in cinque piccolissime lettere. Nuove luci, nuovi colori, ma la vernice che non copre la passione.

 

“Abbiamo dato un taglio diverso, più giovanile e moderno – racconta Simone, che ora di anni ne ha 34 – un’offerta gastronomica varia che punta sulla qualità dei prodotti”. E la voce si è diffusa. Fino a quando il Mama’s si è trasformato in un punto di riferimento. Dalla mattina, all’ora del pranzo all’happy hour. La struttura di una macchina che corre spedita i cui bulloni sono loro: “Andrea, Giulia, Veronica e Camilla – continua Simone – La gratificazione più grande e avere uno staff unito costruito nel tempo e che abbia appreso i tuoi metodi di lavoro, permettendoti così di arrivare ad un livello lavorativo soddisfacente. Barista significa cercare ogni giorno di migliorarsi per soddisfare ogni esigenza della clientela essere sempre un passo avanti proponendo idee nuove”. La forza del Mama’s, la sua scommessa, la sua vittoria

Mama’s Cafe’

  • Piazza del Santuario n.12 La Quercia – Viterbo (VT)
  • Telefono 3389742867