Via Francigena Nella Tuscia

Ago 25 2016

Via Francigena Nella Tuscia

L’Antica  via che  da Canterbury portava a Roma è un itinerario della storia, una via maestra percorsa in passato da migliaia di pellegrini in viaggio per Roma. 

Fu soprattutto all’inizio del secondo millenio che l’Europa fu percorsa da una moltitudine di anime “alla ricerca della Perduta Patria Celeste”. Questa via attesta infatti l’importanza del pellegrinaggio in epoca medioevale: esso doveva compiersi prevalentemente a piedi (per ragioni penitenziali) con un percorso di 20-25 kilometri al giorno e portava in sé un fondamentale aspetto devozionale: il pellegrinaggio ai Luoghi Santi della religione cristiana. È noto come tre fossero i poli di attrazione per questa umanità in cammino: innanzitutto Roma, luogo del martirio dei Santi Pietro e Paolo; Santiago de Compostela, dove l’apostolo San Giacomo aveva scelto di riposare in pace e naturalmente Gerusalemme in Terra Santa. Il pellegrino inoltre non viaggiava isolato ma in gruppo e portava le insegne del pellegrinaggio (la conchiglia per Santiago de Compostela, la croce per Gerusalemme, la chiave per San Pietro a Roma). Va detto che queste vie di pellegrinaggio erano allo stesso tempo vie di intensi scambi e commerci e che le stesse venivano percorse dagli eserciti nei loro spostamenti.

Per approfondire, vedi la voce Itinerario di Sigerico.
La relazione di viaggio più antica risale al 990 ed è compiuta da Sigerico, arcivescovo di Canterbury di ritorno da Roma dove ha ricevuto il Pallio dalle mani del Papa. L’arcivescovo inglese descrive le 79 tappe del suo itinerario verso Canterbury, annotandole in un diario. La descrizione del percorso è assai precisa, unicamente per ciò che riguarda i punti di sosta (Mansio). Le informazioni contenute nella cronaca di Sigerico sono molto utili per stabilire quale fosse il tracciato originario della Francigena tra Canterbury e Roma.
Sigerico impiegò 79 giorni a percorrere, perlopiù a piedi, tutti i 1.600 chilometri del tragitto. La percorrenza media di viaggio fu quindi di 20 km circa al giorno.
I pellegrini che percorrevano l’Europa medievale lungo le grandi vie per raggiungere gli importantis- simi luoghi di culto e preghiera, nelle pause del cammino, ma anche durante il cammino, avevano necessità di un ristoro fisico e mentale. Insieme ai canti nacquero così le Danze Sacre, incredibile invenzione che coniugava nel modo più semplice ed efficace l’anelito al sacro e il bisogno del terreno. Questo è Musiche e Danze sulla via Francigena: un percorso tra le atmosfere, le melodie, i ritmi, le movenze di quelle donne e quegli uomini che viag- giavano, per lo più a piedi, alla ricerca di se stessi.

Nella Tuscia il percorso passa per : Proceno – Acquapendente – San Lorenzo Nuovo –  Bolsena – Montefiascone –  Viterbo- San Martino al Cimino – Ronciglione – Vetralla –  Capranica – Sutri – Monterosi,

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