La Via Maerina

Set 15 2016

La Via Maerina

La via Amerina fu aperta nel 241-240 a.C. unendo tracciati locali ancora più antichi che collegavano Veio con Ameria attraversando tutto il territorio Falisco e toccando i suoi principali centri: Nepet (Nepi), Falerii, Fescennium (Corchiano), Gallese, Vasanello e Hortae (Orte). A Nord di Amelia riprese altri antichi collegamenti che si dirigevano verso la media e l’alta valle del Tevere lungo il confine con il territorio etrusco (Tuder, Vettona e Perusia), poi verso l’Adriatico attraverso il territorio degli Umbri. I Falisci, che parlavano e scrivevano una lingua simile al latino arcaico, insieme ai Veienti e ai Capenati, abitavano il territorio attraversato dal primo tratto della via Amerina e a partire dal IV secolo a.C. vennero interessati dal processo storico della “romanizzazione” ovvero la conquista graduale da parte di Roma e l’imposizione delle sue leggi, della sua organizzazione politica, religiosa e militare, processo che si concluse alla fine della guerra sociale con la promulgazione della Lex Iulia nel 90 a.C., con la quale venne estesa la cittadinanza romana a tutti gli abitanti della penisola ad eccezione, naturalmente, degli schiavi. Il tracciato della via Amerina, che nel 241 iniziava da Veio, in seguito all’apertura della via Cassia venne spostato più a nord, presso la mansio ad Vacanas (valle del Baccano), vicino all’attuale Campagnano, mentre il primo tratto venne inglobato nella nuova e più importante Cassia. La distanza totale da Roma ad Amelia era di 56 miglia come ci riferisce Cicerone nell’Orazione Pro Sexto Roscio Amerino (circa 80 a.C.). Tale distanza viene pressoché confermata dalla Tavola Peutingeriana che di miglia ne segna 55, cioè 21 da Roma alla mansio ad Vacanas sulla Cassia e altre 34 fino ad Amelia. Dopo Amelia, la strada proseguiva verso Todi e Perugia; qui si biforcava: un ramo andava verso ovest e a Chiusi si ricongiungeva con il tracciato antico della Cassia; un altro invece raggiungeva Gubbio e a Luceoli (Cantiano) si congiungeva con la via Flaminia. Ambedue le consolari vennero battute nel 220, circa 20 anni dopo l’avvenuto riordino della via Amerina.
Sapevate che…
La via Amerina ebbe un ruolo primario anche in un altro processo fondamentale della grande storia che contribuì alla formazione della cultura occidentale ed europea: la diffusione del Cristianesimo. Lo testimoniano le memorie dei Martiri ed i luoghi di culto dislocati lungo la via. Santi e Martiri di ogni ceto ed estrazione sociale: militari, funzionari dello stato, presbiteri, vescovi, semplici fanciulle a cominciare dai SS. Tolomeo e Romano (Nepi), ai SS. Fermina, Olimpiade e Secondo (Amelia), ai Gratiliano e Felicissima (Falerii novi), ad Illuminata, Cassiano, Fortunato e Terenziano (Todi), e poi Giovenale (Orte), Valentino, fino ad Apollinare e agli altri Santi ravennati.

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